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 Vivere insieme: la lezione della pandemia

 Vivere insieme: la lezione della pandemia

Louis Raphael sako

Permettetemi di ringraziare la comunità di sant’Egidio per questo incontro per la pace dal titolo “Il grido della pace”  è un grido di speranza dell’umanita interna , soprattutto in una situazione mondiale come quella attuale che è fonte di grande preoccupazione. Si prenda, ad esempio, la guerra fra Russia ed Ucraina, e le forti tensioni e i caotici conflitti che viviamo in Medio oriente, che sono anch’essi terrificanti. Il numero di morti e feriti è alto, molte scuole e università sono chiuse, la vita dei cittadini innocenti è quasi paralizzata. Vivono nel panico e non sanno quale sarà il domani. È terribile!

Per costruire la pace dobbiamo promuovere la diversità culturale e religiosa, la vicinanza, la solidarietà  e gli sforzi di tutti i paesi e le religioni  per fermare il pericolo immediato della pandemia!  Questa unione internazionale  che abbiamo imparato durante la pendemia  dobbiamo farla per finire la guerra assurda  fra la Russia e l’Ukraine ma anche altre guerre. Abbiamo sceglier il dialogo diplomatico  e la pace per risolvere i problemi e non usare gli armi.

La pace non può essere raggiunta senza il rispetto, l’amore e la fratellanza, la solidarietà di tutti gli individui e i popoli, lavorando per la sicurezza ed il benessere comune di tutti.

La pace, infatti, è un processo di formazione. Per raggiungerla bisogna formarsi, bisogna lavorare su se stessi. Certo, la pace è anche una sfida, ma le nostre differenze, gli elementi che sembrano dividerci ci permettono in realtà di essere complementari. Ciascuno di noi e dei nostri Paesi ha un talento da offrire alla società nel suo insieme.

Viviamo in un mondo nuovo che richiede di sottolineare l’importanza della diversità, che è in linea con l’approccio globale che aspira alla parità dei diritti umani, del rispetto della libertà e dignità di tutti. 

Da queste differenze, da queste complementarietà, dipendiamo naturalmente gli uni dagli altri: quando so di aver bisogno del mio prossimo, gli mostro ancora più attenzione per vivere in pace con lui. Oggi è necessario uscire da noi stessi per lavorare in modo semplice e concreto, con amicizia, per costruire la pace: “Beati gli artigiani della pace!” dice Gesù (Mt 5,8).

Per costruire la pace nelle nostre società, lo sviluppo di una vera cittadinanza è una condizione necessaria per una convivenza armoniosa. Coloro che lasciano i loro paesi per venire in Occidente cercano diritti e dignita.

La convivenza si articola su più livelli:

  • Religiosamente, tutti noi crediamo in un solo Dio, anche se le nostre espressioni sono diverse.
  • Socialmente, siamo tutti fratelli sotto l’ombrello dell’umanità.
  • Politicamente siamo tutti cittadini dello stesso pianeta.

Tuttavia, l’estremismo religioso ha distorto la convivenza, il settarismo politicizzato ha demolito il mosaico umano e la corruzione ha distrutto la società…

Ci vuole una solida formazione alla diversità, come ricchezza. Non c’è problema ad “essere chi sei”, ma ciò che conta è vivere in pace e collaborare con gli altri, rispettare e onorare il bene comune.

Soprattutto, il ruolo delle istituzioni educative non è solo quello di fornire insegnamenti perché possano trovare un lavoro, quanto piuttosto di formare le nuove generazioni all’apertura, al rispetto delle diversità, al pluralismo, e al consolidamento della solidarietà e della convivenza attraverso: 

  • Lo sviluppo delle capacità degli studenti attraverso il dialogo onesto e l’amicizia.
  • Il rafforzamento della riconciliazione e della solidarietà tra popoli, religioni e culture diverse, per raggiungere la pace e la prosperità per tutti i cittadini, come ha ribadito Papa Francesco durante la sua visita in Iraq nel marzo 2021. Tale educazione è la base per la convivenza, poiché i conflitti, le divisioni e i blocchi esistenti sono il risultato dell’ignoranza, di una cultura uniforme, dell’egoismo e degli interessi personali. 

Da questo punto di vista, invito tutti gli occidentali e orientali a rivedere le tradizioni ereditate con una razionalità aperta, per CAMBIARLE e rimuovere tutte le espressioni di fondamentalismo, odio e mancanza di rispetto, per adattarsi alla realtà attuale e alla diversità sociale. Inoltre, occorre lavorare sodo per costruire un modello civile e democratico fondato sulla cittadinanza e non su un sistema settario che “divide”. 

Per costruire la pace nelle nostre società, lo sviluppo di una vera cittadinanza è una condizione necessaria per il  futuro.

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